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E-commerce? No, grazie

Basta con le illusioni: dati alla mano, internet non serve a vendere vino. Le bottiglie vendute lo scorso anno on line in tutto il mondo, infatti, sono poco più di un milione (fonte: Nomisma). I volumi, molto ridotti, corrispondono solo a circa lo 0,005% del totale del vino commercializzato off trade (esclusi hotel, bar e ristoranti) dell'intero pianeta. Il dato è confermato da un recente sondaggio condotto tra i suoi enonauti da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati di informazione sul vino: il 72% del target afferma di non compiere mai acquisti di vino on line.

(Ma. Mo.)

Il gioco del sommelier

C'è una novità esclusiva nelle Enoteche Vinarius: tra le bottiglie di pregio fa capolino una scatola dai toni di buon vino d'annata: contiene UN GIOCO. Avete letto bene: è il gioco del Sommelier.
Un divertente approccio all'affascinante mondo del vino attraverso un elementare meccanismo, che permette di memorizzare alcune fondamentali conoscenze.
Facile, semplice, non occorre essere esperti.
Un regalo originale, da abbinare a una buona bottiglia o da donare semplicemente da solo.
Esclusivo: si trova solo nelle enoteche Vinarius.

Tratto da: Il Corriere Vinicolo

L'azione antitumorale del noto "Resveratrolo"

Ormai lo sanno anche i bambini: bere del buon vino rosso con moderazione comporta una serie di benefici per la salute grazie soprattutto al resveratrolo contenuto nel vino stesso. A livello ematico si nota infatti una ridotta tendenza all'aggregazione delle piastrine e un aumentato tenore del colesterolo Hdl, fattori che hanno un effetto protettivo sulle malattie cardiache. Oltre ad agire come antiossidante, il resveratrolo è importante anche quale potente inibitore della secrezione serotonina, per le sue proprietà di chemio-prevenzione anticancerogena e per il suo ruolo di metabolismo dei lipidi.
Ciò che però ancora si ignorava era come agisce questa sostanza, che fa parte dei composti fenolici. Una lacuna che un gruppo di scienziati dell' Health system dell'Università della Virginia sembra aver colmato, perchè hanno scoperto come il resveratrolo aiuta a uccidere le cellule del cancro inibendo l'azione di una proteina chiave che le nutre. Questa proteina chiamata "fattore k B" nucleare (NF-kB), si trova nel nucleo di tutte le cellule e attiva i geni responsabili della loro sopravvivenza. Usando dosi di resveratrolo fisiologicamente rilevanti, i ricercatori hanno trovato che avevano effetti importanti sulle cellule del cancro. Secondo Marty Mayo, professore assistente di Biochimica e genetica molecolare all'università della Virginia, per assumere la dose di resveratrolo sufficiente a bloccare l'attività della proteina che nutre le cellule del cancro basterebbero tre o quattro bicchieri di vino rosso alla settimana. Mayo e i suoi colleghi hanno dimostrato che le cellule del cancro trattate con il resveratrolo muoiono, poiche diventano sensibili a un composto noto come "fattore alfa" della necrosi del tumore (TNFa). Secondo le ricerche, insomma, il resveratrolo inizierebbe nella molecola NF-kB una reazione che porterebbe le cellule del cancro ad autodistriggersi per apoptosi, un processo noto anche come "suicidio cellulare" o morte cellulare programmata (Programmed cell death, Pcd).
L'uso di inibitori dell'NF-kB come il resveratrolo è importante ai fini di accrescere l'efficacia delle terapie antitumorali. "Ora gli studi si indirizzano nel cercare di sviluppare la terapia anticancro - dice Myo -. Attualmente per uccidere le cellule del cancro i ricercatori usano composti sinili al TNF-a congiuntamente al resveratrolo, con risultati incoraggianti, e questa ricerca può spiegare perchè questa terapia combinata funziona".

Tratto da: Il Corriere vinicolo - Elisabetta Tosi

Jeans color Barbera

Ecco i jeans alla Barbera. L'idea è della società milanese Cool Hunting e della Pico Maccario, 70 ettari di vigneti in quel di Mombaruzzo (At). Il procedimento di tintura è molto laborioso. Ci vogliono due litri di vino per ogni paia di jeans. I pantaloni stanno in "infusione" per un'ora. Poi, per eliminare il rischio di cattivi odori, per almeno dieci ore vengono stesi ad asciugare alla luce naturale. Quindi sono pronti per la boutique. I primi jeans alla Barbera sono in vendita già da giugno in una sessantina di negozi in Italia e nelle città europee. Costo indicativo 250 euro. Nella confezione ci sarà anche una bottiglia di Barbera d'Asti Lavignone (usato per la tintura). Testimonial d'eccezione potrebbero essere Giorgio Panariello e Anna Falchi che pare abbiano già prenotato i loro enojeans. (F.L.)
Tratto da: Vini

Vitivinicoltura pugliese: bilanci e prospettive

" I vini pugliesi tra i grappoli della Duemilavini ais": su questo tema si è incentrato un dibattito promosso dall'Associazione sommeliers di Bari al quale ha partecipato il presidente dell'Ais del Lazio Franco Maria Ricci, direttore di Bibenda.
L'incontro, a cui hanno partecipato numerosi produttori, ha assunto rilevante importanza per aver consentito un dibattito quanto mai aperto, sottolineando da una parte i notevoli progressi in termini di qualità e di immagine conseguiti dalla produzione pugliese, ma non trascurando di mettere l'accento anche sui problemi che ancora attanagliano la vitivinicoltura regionale.
Se Ricci infatti ha dichiarato che la Puglia è destinata a diventare la nuova Toscana, con il Primitivo in primo piano, tuttavia i 6 milioni di ettolitri di vino prodotti, che pongono la regione fra le prime dieci in termini di quantità, vengono imbottigliati ancora solo per un quinto. Quindi perchè si passi ad una nuova, mirata, diversa realtà, bisogna entrare in un nuovo modello culturale.
L'assessore regionale all'Agricoltura, Nino Marmo, ha sottolineato l'impegno della Regione in favore dei vitivinicoltori ed evidenziato i rilevanti progressi della vitivinicoltura pugliese, ribaditi dal vicepresidente della regione, Giovanni Copertino, che ha posto l'accento sul ragguardevole grado d'eccellenza raggiunto dalla produzione regionale. Si è puntato soprattutto sulla valorizzazione di vitigni autoctoni, che stanno dando vini di classe per un pubblico di consumatori sempre più esigente.
I vini pugliesi, questo il commento unanime, sono guardati con sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, tanto è vero che le migliori produzioni stanno varcando gli oceani.
È necessario tuttavia, ha rilevato la presidentessa del Movimento turismo del vino, Vittoria Cisonno, diffondere la cultura del vino soprattutto nel canale della ristorazione. Non bisogna dimenticare, infatti, che l'enogastronomia è la seconda voce del turismo pugliese, perciò non va trascurato nessun dettaglio affinchè il vino viva da protagonista e diventi, con la cucina regionale, un motivo in più di richiamo.
Per l'occasione è stato presentato il nuovo periodico "ais Puglia" e a conclusione dei lavori è seguita una degustazione guidata dai sommeliers dei vini delle cantine partecipanti.

Tratto da: Il Corriere Vinicolo - Matteo Casucci

 

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Pierluigi Pipoli